Etica e azienda: i valori diventano parte della strategia d’impresa

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Italia, lavoro e etica

L’Italia attraversa una crisi senza uguali sui temi del lavoro e etica, in cui sono nate, e in certi casi consolidate più tendenze. Da un lato, abbiamo assistito a fenomeno come le grandi dimissioni, il ritorno ad una centralità della persona. Dall’altro, il dibattito pubblico e istituzionale si è concentrato sui temi della flessibilità e del sostegno al reddito. Studi e analisi sugli elementi che rendono un impiego un “buon lavoro” e casi da prima pagina su sfruttamento, ricatto e impoverimento dei lavoratori si sono alternati nel dibattito e sui giornali, favorendo una articolata riflessione. L’elemento valoriale fa da sfondo.

Il concetto di etica nelle aziende

È evidente dunque che, sempre di più, aziende e imprenditori debbano porsi domande sull’impatto etico delle proprie scelte imprenditoriali su dipendenti e più in generale sulla società. L’etica rappresenta un insieme di comportamenti e di valori che orientano la condotta dell’individuo all’interno della propria comunità. I valori etici possono essere considerati i principi fondamentali secondo i quali le imprese e i dipendenti interagiscono.

Fino a qualche decennio fa, il mondo imprenditoriale veniva percepito come una realtà finalizzata solo a massimizzare i profitti, in cui non c’era spazio per principi etici. Negli anni 70, il premio Nobel per l’economia Milton Friedman sintetizza il pensiero aziendale in: “The business of business is business”. L’imprenditore deve fare profitti rispettando la legge, ma senza porsi scrupoli morali e senza dover valutare se le proprie azioni agiranno a favore o contro l’interesse e il benessere della società.

Oggi la posizione è completamente diversa, l’approccio delle imprese verso i propri doveri etici e sociali si è notevolmente rafforzato e il concetto di responsabilità sociale d’impresa si è molto diffuso. Un’impresa oggi non si limita a rispettare la legge, bensì si pone l’obiettivo di integrare nelle proprie strategie aziendali principi etici quali il rispetto sociale, ambientale e dei diritti umani.

Si afferma il concetto che l’azienda non può prescindere dal contesto in cui agisce, perseguire l’obiettivo del profitto non deve danneggiare la comunità e l’ambiente nel quale opera. Nel contesto attuale l’impresa è una istituzione sociale, produce valori etici che influenzano la società nel suo insieme. Infatti, le imprese oggi sono soggetti in grado di interpretare i segnali di cambiamento, nelle abitudini dei consumatori e nelle scelte culturali della società: la creazione del valore economico è strettamente collegata all’interpretazione dei valori etici.

I dati

Recenti dati Inapp, ottenuti utilizzando i risultati della V indagine sulla qualità del lavoro in Italia su un campione di 15.000 occupati, possono offrire una chiave di lettura a riguardo perché cercano di far luce sulla cosiddetta “qualità del lavoro”, utilizzando cinque aspetti (economico, ergonomico, della complessità, dell’autonomia e del controllo). Dimensioni misurabili, appunto.

I risultati evidenziano che gli elementi che generano diseguaglianze rispetto alle opportunità di ingresso nel mercato del lavoro sono anche gli stessi che comportano differenti livelli di qualità del lavoro. Si tratta di una polarizzazione che rappresenta un trend in aumento.

Le realtà aziendali che secondo questa analisi appaiono più virtuose sono quelle più orientate all’investimento nelle risorse umane, nell’innovazione e nella flessibilità organizzativa: elementi che costituiscono un duplice beneficio sia per le imprese che per i lavoratori e che prendono le mosse, per così dire, dalla visione dell’azienda. Si torna ai valori che sorreggono le scelte.

 

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